Le parole fanno male: la campagna di VOX contro l’hate speech

Non è la prima volta che gli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore si ritrovano ad affrontare la tematica dellhate speech: risale infatti ad aprile 2017 la campagna #leparolefannomale promossa da Vox-Osservatorio Italiano sui Diritti, che ha coinvolto, tra gli altri, gli studenti della nostra Università, del corso di Comunicazione per l’Impresa, i Media e le Organizzazioni complesse.

La campagna, appoggiata anche dal presidente della camera Laura Boldrini e dal portiere della nazionale italiana Gianluigi Buffon, tenta di riportare in uno spazio fisico alcuni aspetti negativi della rete, cercando di contrastare i commenti d’odio (il cosiddetto hate speech) che caratterizzano sempre di più la rete e in particolare i social network.

Gli studenti hanno realizzato un esperimento sociale, svoltosi a Roma, Milano e Torino nel quale sono stati coinvolti i passanti: i ragazzi indossavano in pubblico cartelli riportanti parole d’odio, tra cui anche pesanti insulti nei confronti delle donne – del tipo “donne siete tutte troie”. Il risultato dell’esperimento è stato alquanto sorprendente: sebbene ci si aspettassero reazioni violente, ciò che si è notato è stata una quasi totale indifferenza; ad eccezione di qualcuno, circa tutte le 100mila persone che si stima abbiano assistito all’esperimento non hanno reagito di fronte all’odio.

L’esperimento sociale è stato raccontato attraverso un video, realizzato dai ragazzi stessi, al termine del quale si lancia un counter-speech: “diciamo basta alle parole che odiano”.

Sempre ai fini della campagna è stato realizzato dagli studenti del liceo Berchet di Milano un ulteriore video che cerca di comunicare che, per quanto a volte non ce ne si renda conto, le parole hanno un peso rilevante: «le parole che usiamo tutti i giorni ci sembrano inoffensive … ma le parole possono pesare come pietre. Scatenano l’odio e seminano intolleranza… e, a volte, le parole bulle arrivano a uccidere».

La campagna, che è stata promossa tramite i social, promuove la terza edizione della mappa dell’intolleranza, un progetto lanciato da Vox che, con le parole dell’organizzazione, «mira a identificare le zone dove l’intolleranza è maggiormente diffusa – secondo 5 gruppi: donne, omosessuali, immigrati, diversamente abili, ebrei – cercando di rilevare il sentimento che anima le communities online».

Di seguito la “mappa misoginia” tratta dal sito www.voxdiritti.it

mappa_misoginia

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