#AdessoBasta

Poco più di un mese fa Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati, ha intrapreso azioni legali contro alcuni haters che si rivolgevano a lei sul web con commenti aggressivi e volgari.

La maggior parte delle offese rivolte alla presidente sono a sfondo sessuale con rimandi molto espliciti a stupri e violenze di gruppo. Sempre più spesso le donne che lavorano nell’area politica sono soggette a insulti sessisti da parte dei propri colleghi o di utenti qualsiasi. Secondo una ricerca internazionale dell’Inter Parliamentary Union più dell’80% delle donne che lavorano in Parlamento in 39 paesi di tutto il mondo sono state minacciate di morte e oltre il 65% ha ricevuto commenti sessisti ed offerte sessuali.

Laura Boldrini ha dovuto sottostare da tempo ad una spirale d’odio che si evolveva anno dopo anno, diventando sempre più crudele e senza scrupoli. Tra i commenti ritrovati all’interno dei suoi profili social figurano frasi come:

Cattura

Questi sono solo alcuni dei commenti discriminanti a cui ha dovuto rispondere in questi anni fino a quando ha deciso di reagire promuovendo un nuovo hashtag di protesta #AdessoBasta. Quindi scrive su Facebook:

È necessario guidare ed educare le nuove generazioni all’uso della rete in modo responsabile e sicuro. Oggigiorno molte persone hanno persino paura di esprimere il proprio parere per timore delle ripercussioni che potrebbero generare sul web. A questo proposito, la rete è davvero ancora uno spazio democratico? Per rompere questo circolo d’odio che si sta diffondendo è necessario agire alla base: ciò significa eliminare gli stereotipi e diffondere una cultura improntata sul rispetto reciproco.

In Italia è ancora largamente diffusa una cultura maschilista e sessista, come emerge da una recente ricerca di “WeWorld Onlus” chiamata “Rosa Shocking”: un uomo su due pensa che il patrimonio sia il sogno di tutte le donne, sette su dieci pensa che sia più facile per le donne fare dei sacrifici per la famiglia. Questa ricerca ha di sicuro mostrato i più diffusi luoghi comuni che riguardano il genere femminile, ma di certo non rappresentano quello che le donne sono diventate al giorno d’oggi.

Al fine di rompere questi preconcetti è dunque necessario promuovere un’educazione di genere, soprattutto sui social media (luogo di maggior diffusione del fenomeno in questione). Bisogna attivare campagne come questa per sensibilizzare ed educare gli utenti con particolare ai più giovani.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...