Le Iene contro l’odio online: Belén Rodriguez faccia a faccia con la sua hater

I personaggi pubblici, proprio per il fatto di essere più visibili e conosciuti, sono anche i più bersagliati dalla rete. Gran parte di essi è infatti soggetta quotidianamente a offese alquanto pesanti da parte di persone il più delle volte sconosciute. Ma cosa succede se chi insulta da dietro a uno schermo viene costretto a uscire allo scoperto? O meglio queste persone, prese faccia a faccia, avrebbero il coraggio di pronunciare apertamente le cose che scrivono?

A questo hanno provato a dare risposta “Le Iene”, attraverso il servizio di Mary Sarnataro, che ha dato a Belén Rodriguez la possibilità di incontrare una delle sue molteplici haters.

Belén, con i suoi quasi cinque milioni di followers su Facebook e oltre sei milioni su Instagram, risulta essere tra le celebrità italiane più insultate sul web. Tali insulti sono di ogni genere, da chi la paragona a una pornostar, a chi la attacca anche come madre.

Tuttavia la Rodriguez ci rivela innanzitutto di non conoscere nessuna di queste persone e soprattutto di non aver mai ricevuto offese del genere in faccia.

Ma allora perché così tante persone si divertono a denigrarla attraverlo il PC o il cellulare?

Mery e Belén lo hanno chiesto direttamente a una hater molto attiva, iscritta anche a diverse pagine facebook contro la Rodriguez. Quest’ultima fa notare alla sua hater che esistono modi diversi dal commentare con un linguaggio aggressivo e offensivo per muovere una critica a un personaggio pubblico, senza necessariamente insultarlo. Ma soprattutto sottolinea che le parole offensive lasciano il segno, ne rimane traccia a disposizione di chiunque.

L’incontro face to face tra le due si conclude con l’ammissione di colpa da parte della hater, la quale si rende conto di esserci andata pesante senza una reale motivazione, ricredendosi addirittura sulla personalità della showgirl, descrivendola anche in termini positivi. Nemmeno lei infatti riesce a dare una giustificazione per le offese che scrive, e soprattutto non ha il coraggio di ripeterle.

Ma allora perché in rete ci si sente autorizzati a mancare di rispetto alle altre persone, soprattutto verso chi non si conosce, senza alcun apparente motivo?

Forse perché dietro alla tastiera ci si può parzialmente nascondere e quindi sentirsi liberi di ferire gli altri senza affrontarne le conseguenze. O forse perché con un insulto in rete non si hanno di fronte le reazioni immediate della persona offesa, e così facendo magari si tende a lasciare da parte il fatto che qualcuno quest’offesa la subisca.

Si deve infine tenere in considerazione che l’odio genera odio, e che il commento negativo di qualcuno può causare una reazione a catena, se non addirittura un vizio, che si ripete a scapito di qualcun altro.

Questo servizio dovrebbe far riflettere su questo aspetto negativo che inevitabilmente accompagna la rete e sul fatto che, anche se a volte diamo poco peso ai commenti negativi che scriviamo online, c’è sempre qualcuno che li subisce e ne soffre!

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