Come si comporta chi odia in rete?

Vengono chiamati Internet Haters, cms-265128_960_720coloro che scrivono commenti d’odio in rete, nascondendosi nell’anonimato. Dietro a pseudonimi si può nascondere chiunque, donne e uomini, ma anche ragazzi molto giovani, che sfruttano la rete per sfogare pulsioni negativi che altrove verrebbero censurate.

Ad oggi i principali bersagli dell’odio via web sono le donne, seguite da omosessuali, migranti, diversamente abili e ebrei. In questo contesto i Social Network sono diventati i principali strumenti utilizzati dagli Haters per sfogarsi sulle vittime, si tratta infatti di una vera e propria forma di bullismo senza esposizione fisica. Internet era nata come simbolo della libertà di pensiero e di esposizione, oggi questa visione è stata del tutto ribaltata da soggetti che insultano deliberatamente, rendendo il web un luogo pericoloso, soprattutto per i più deboli.

I motivi che spingono questi soggetti ad agire sono molteplici. Nella maggior parte dei casi essi sono individui che nella loro vita sociale non hanno piena libertà di espressione, vivono quindi in una condizione di impotenza, che li costringe a chiudersi dentro un “guscio” che genera in loro molta frustrazione. Gli Haters si rivolgono soprattutto a soggetti deboli, i quali non riescono a rispondere alle offese in modo proattivo, preferendo porsi passivamente e subire gli insulti. Un’altra tipologia di Haters sfoga il proprio odio in rete per puro divertimento, forse a causa di una vita monotona spezzano la propria quotidianità insultando gli altri senza alcuni motivo di fondo. Un ultimo ma altrettanto diffuso gruppo di Haters è rappresentato dagli egocentrici, i quali insultano i più deboli per cercare di emergere dalla massa, ritendendosi migliori.

Più l’attacco è potente e maggiore sarà la soddisfazione personale di questi individui, il loro principale obiettivo è scatenare una reazione di rabbia comune che si manifesta con una serie di commenti sui posts.

security-265130_960_720L’odio online rimane il risultato di disturbi e disagi personali, ma va combattuto in tutte le sue forme. In primis si può agire penalmente consegnando le prove dell’attacco alle autorità giudiziarie di competenza, in secondo luogo dovremmo tutti non reagire alle provocazioni, per non diffondere la visibilità degli Haters e poiché con essi purtroppo non c’è possibilità di dialogo.

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