Diamo qualche dato..

In occasione dell’Hateless Day, primo evento della campagna #hateisout, è stato sottoposto ai partecipanti un questionario di valutazione per verificare i riscontri dell’evento sul territorio e soprattutto sulle persone.

Analizzando le domande si è per primo identificato un quadro anagrafico del campione di riferimento: circa il 66% del pubblico era costituito da donne e solo il 33% da uomini di età compresa principalmente tra i 19 e i 23 anni.

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Dopo l’analisi di informazioni di natura anagrafica, dal questionario sono emerse numerose riflessioni riguardo l’andamento della campagna Hateisout, principalmente sul grado di conoscenza del tema e della diffusione della campagna stessa. Dalle domande è emerso che l’evento ha avuto un significativo riscontro sui partecipanti presenti sul luogo, che lo hanno reputato molto utile per divulgare la conoscenza della campagna anche al di fuori dell’ambiente puramente universitario.

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In generale, l’iniziativa della campagna è stata molto apprezzata da coloro che vi hanno partecipato e dunque, per questo motivo, gran parte di questi (90) si sono detti favorevoli a partecipare ancora ad una iniziativa simile, sempre all’interno dell’Università Cattolica.

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Tuttavia un dato sconcertante comunicato dagli stessi intervistati è la limitata conoscenza del tema in questione, forse dovuto al fatto che non sempre la gravità di questo fenomeno è comunicato in modo così esplicito dalle autorità o dai mass media.

Di fronte a ciò dovremmo sentirci toccati tutti in prima persona ed è proprio per questo motivo che non si sono voluti censurare commenti e post negativi nella nostra campagna che riportano insulti pesanti nei confronti di soggetti femminili. Solo in questo modo ci si rende davvero conto della gravità dei fatti e di quanto questi si moltiplichino giorno dopo giorno sotto i nostri occhi.

La strada però è ancora lunga e con questo invitiamo tutti a partecipare, non solo fisicamente sul luogo del prossimo evento, ma con tutta la volontà di smascherare l’odio in rete, così da rendere anche questo un luogo sicuro per tutti. Condividere iniziative come questa sicuramente aiuterebbe il pubblico a conoscere più da vicino la violenza, in questo caso verbale contro le donne, attivandosi personalmente per far sì che nessuna bambina, ragazza e donna soffra più in solitudine.